Palazzo
Ruspoli sorge nella parte settentrionale di una vasta
zona, nota nell'antichità come Campo Marzio.
Il Campo è attraversato, da nord a sud, dal lungo
rettifilo della via Flaminia, nota, nel tratto urbano,
come via del Corso.
Posta sotto il segno del Leone, è una delle sedici
strade romane che ripropongono la divisione della città
alla maniera etrusca,e collega la porta di accesso a
nord di Roma - detta Flaminia e dal 1100 porta del Popolo
- con il Campidoglio, la strada era divisa in tre tronconi:
dalla porta fino all'arco di Portogallo, di qui fino
all'arco di Claudio e da quest'ultimo al Campidoglio.
Nei pressi dell'arco di Portogallo fu eretto il titolo
di San Lorenzo in Lucina, ricordato per la prima volta
nel 366.
A oriente, il Campo Marzio era delimitato dalla collina
del Pincio, a occidente dal Tevere; lungo la riva sinistra
del fiume si conservano i resti delle Mura Aureliane,
nelle quali si aprivano tre posterule; tra queste esisteva,
almeno fin dall'epoca tardoantica, uno scalo portuale
per barche di piccolo tonnellaggio, adibite al trasporto
di legna, vino e del travertino di Tivoli che arrivava
qui tramite l'Aniene.
L'arco di Portogallo segnava idealmente il termine dell'abitato;
la zona subito a nord di esso, per effetto della progressiva
decadenza e contrazione della città, si andò
sempre più spopolando, ed anche il preesistente
tracciato romano, riconoscibile nelle odierne vie di
Ripetta e del Babuino, cadde in disuso, dissestato dagli
allagamenti del Tevere.
Tuttavia, l'importanza della via Flaminia quale grande
arteria della città non venne mai meno neppure
nell'alto Medioevo.
Nel lungo periodo medievale, caratterizzato dalle lotte
fra le famiglie baronali per il dominio sulla città,
la principale roccaforte di questa zona fu il Mausoleo
di Augusto, adattato a fortezza dai Colonna nel 1550,
semidistrutto nel 1167 e nuovamente fortificato nel
1241 dalla medesima famiglia, che dominava da questa
e dalla roccaforte di Montecitorio l'intera spianata
che si estendeva tra piazza del Popolo e il Quirinale.
L'altro importante nucleo fortificato era San Lorenzo
in Lucina, una delle maggiori parrocchie della città,
eretta in titolo cardinalizio fin dal V secolo, restaurata
nel 780 da Adriano I e ricostruita nel secolo XII ad
opera di Pasquale II.
Il più importante segno del risveglio edilizio
di quest'area settentrionale di Roma fu la costruzione
di Santa Maria del Popolo, come ringraziamento alla
Vergine per la liberazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme
(15 luglio 1099) a conclusione della prima crociata.
La chiesa, per la sua posizione e in virtù delle
molte indulgenze di cui venne arricchita, esercitò
un costante richiamo sui fedeli, che aumentarono con
l'istituzione del Giubileo da parte di Bonifacio VIII
(1300); le folle di pellegrini che venivano a Roma seguendo
il processo di urbanizzazione della zona, che passò
attraverso varie tappe, una delle quali fu la fondazione,
nel 1399, per volontà testamentaria del cardinale
Pietro Colonna, dell'ospedale di San Giacomo in Augusta,
a duecento metri da Piazza del Popolo, in una zona semispopolata
ma in posizione strategica per i viaggiatori che giungevano
a Roma.
Se il Giubileo dette il primo grande impulso all'evoluzione
degli assi viari, fu però il ritorno dei papi
da Avignone a determinare il rinnovamento edilizio di
Roma, il miglioramento delle comunicazioni e le successive
trasformazioni urbanistiche.
Sotto il pontificato di Eugenio IV (1431-1447) venne
ampliato il palazzo dei cardinali titolari di San Lorenzo
in Lucina; Nicolò V (1447-1445) concesse alla
comunità croata la costruzione di una nuova chiesa
- San Girolamo degli Schiavoni - e di un ospedale; Paolo
II (1464-1471) rettificò la via del Corso e vi
fece organizzare giochi e corse; Sisto IV (1472-1484)
dette straordinario impulso alla trasformazione della
città, creando il collegamento diretto tra San
Pietro e la Porta del Popolo, ricostruendo la chiesa
di Santa Maria del Popolo e riconfermando via del Corso
come direttrice dello sviluppo urbano.
Durante il Cinquecento la struttura viaria del Campo
Marzio si venne determinando nei suoi elementi essenziali,
e sviluppò più intensamente l'edilizia.
Tra il 1517 e il 1519 Leone X fece allargare la via
Leonina (Ripetta), come prolungamento di via della Scrofa,
avvalendosi dell'opera di Antonio da Sangallo il giovane
e di Raffaello, per collegare la piazza del Popolo con
il palazzo Medici (oggi Palazzo Madama), acquistato
dal papa quando era ancora cardinale.
Questo percorso, importante già in epoca antica,
divenne la principale arteria del nuovo abitato che
andava sorgendo e determinò la necessità
di aprire altre strade di collegamento con la via del
Corso. Paolo III (1543-1549) fece aprire la via Trinitatis
(terminata sotto Giulio II), cioè il lungo rettifilo
che attraversa il Campo Marzio da est a ovest e collega
le pendici del Pincio (cioè l'area della futura
piazza di Spagna) con piazza Nicosia e il porto di Ripetta.
I lavori furono conclusi per l'Anno Santo del 1550.
Il primo tratto della nuova arteria fu chiamato, a partire
dal 1581, via dei Condotti, perché seguiva uno
dei condotti dell'acqua Vergine, che aveva ripreso ad
alimentare il Campo Marzio dal 1571; il secondo condotto
passava sotto via del Babuino e arrivava alla fontana
di piazza del Popolo, eretta nel 1572, la quale fu pertanto
una delle prime fontane pubbliche di Roma moderna. Subito
dopo l'apertura di via Trinitatis, che sarebbe diventata
nei secoli successivi il "centro internazionale"
di Roma, con alberghi, locande, caffè, ebbe inizio
la costruzione del nuovo palazzo degli Jacobilli di
Foligno (cioè l'attuale Palazzo Ruspoli), uno
dei più insigni edifici cinquecenteschi romani,
la cui fronte si stende su via del Corso, in asse con
via Borgognona, e risvolta su piazza San Lorenzo in
Lucina e via della Fontanella di Borghese.
Altri due palazzi erano già stati edificati nella
zona tra il 1530 e il 1535 (uno sull'attuale piazza
Cardelli; l'altro è oggi noto come Palazzo Firenze);
un terzo edificio verrà costruito nell'odierna
piazza Borghese dal cardinale Dezza e venduto in seguito
ai Borghese.
Il processo di insediamento di edifici di famiglie patrizie
contribuì a nobilitare questa zona, che non aveva
ancora acquisito caratteristiche particolarmente signorili.
La pianta di Roma di Leonardo Bufalini (1551) mostra
che il processo di urbanizzazione dell'area settentrionale
del Campo Marzio era sostanzialmente concluso per quanto
riguarda il versante ovest (cioè verso il Tevere),
mentre lungo il versante est la vasta proprietà
fondiaria del monastero di San Silvestro e i tempi lunghi
di realizzazione di via del Babuino rallentarono il
processo. Il pontificato di Sisto V (1585-1590), che
indicò la direttrice dello sviluppo, della città
verso est (Pincio, Viminale, Esquilino, Monti), contribuì
a rafforzare l'importanza della via del Corso, che si
avviava a diventare un'arteria centralissima.
Il papa pensò anche di far demolire l'arco di
Portogallo, che interrompeva la continuità della
strada, - ma l'opera venne condotta a termine oltre
settant'anni dopo da Alessandro VII - e progettò
l'apertura di una via (che fu realizzata soltanto nel
primo Ottocento) per congiungere la nuova strada Sistina
(che arrivava a Santa Maria Maggiore e a San Giovanni
in Laterano), attraverso la Trinità dei Monti,
con il Pincio e Piazza del Popolo, dove fu innalzato,
nel 1589, l'obelisco proveniente dal Circo Massimo.
Alla fine del secolo erano state tracciate tutte le
arterie trasversali al Corso sul Versante est. Risale
al 1583 l'acquisto, da parte di Orazio Rucellai, del
grande palazzo su via del Corso fatto edificare dagli
Jacobilli, acquisto che comprendeva anche diverse case
su via del Corso, teatri e vigne.
Lungo tutto il secolo XVII la zona si arricchì
di chiese e palazzi; importanti sono le due chiese di
Santa Maria dei Miracoli e di Santa Maria di Montesanto
(fondate da Alessandro VII nel 1661), che costituiscono
le testate d'accesso del tridente di piazza del Popolo.
La loro creazione, che contribuì, a una migliore
definizione, mediante un prospetto simmetrico, dei due
blocchi di fabbricati divisi dalle strade convergenti
sulla piazza, accentuò, esaltandone la lunga
prospettiva, la centralità di via del Corso,
realizzando così una delle più felici
soluzioni urbanistiche della Roma barocca.
Nel frattempo i Caetani, che avevano acquistato il Palazzo
Rucellai nel 1629, affidavano a Martino Longhi il Giovane
e a Bartolomeo Breccioli l'incarico di proseguire i
lavori d'ampliamento già iniziati dalla famiglia
Rucellai. Per alleggerire il traffico di fronte al suo
palazzo Paolo V fece costruire, a 200 metri a monte
dell'antico, un secondo porto sul Tevere, detto Nuova
Ripetta o Legnara, dove scaricare la legna da ardere.
Nel 1704, sotto il pontificato di Clemente XI, fu realizzato
il nuovo porto di Ripetta, in sostituzione dell'antico
scalo in terra battuta.
La costruzione del porto precedette di circa due decenni
la realizzazione dell'altra grande impresa architettonica
e urbanistica della zona: la scalinata di Trinità
dei Monti (1723-1726), opera di Francesco de Sanctis,
posta a scenografico fondale di via dei Condotti, che
risolse definitivamente il problema del percorso di
risalita verso le colline a est della città.
La costruzione del porto e quella della scalinata accrebbero
l'importanza della stretta via del Macello (l'odierna
via Tomacelli) rispetto alla via di Fontanella di Borghese,
e il punto focale prospettico della nuova direttrice
di traffico divenne la facciata della chiesa della Trinità
degli Spagnoli, costruita, con annesso convento e ospizio,
a partire dal 1741 su via dei Condotti, quasi in angolo
con via del Corso. Per la costruzione dell'intero complesso
fu demolito, nel 1733, il teatro Rucellai - che era
situato proprio di fronte al Palazzo Caetani - attivo
nei primi decenni del Settecento.
Nel 1776 i Ruspoli acquistarono definitivamente dai
Caetani il loro palazzo; la famiglia Ruspoli aveva la
sua cappella in San Lorenzo in Lucina.
Agli inizi del secolo successivo, i riflessi della rivoluzione,
l'esilio di Pio VII (1809-1815) e l'occupazione francese
congelarono qualunque impresa edilizia e urbanistica,
con l'unica significativa eccezione costituita dalla
realizzazione del progetto del Valadier per piazza del
Popolo. Dopo il 1870 venne sempre più accentuandosi
il carattere elegante e signorile della zona: si potenziò
la sua "vocazione" turistica, che era stata
una costante nel tempo (si pensi all'albergo di Russia
in via del Babuino e a quello di Londra in piazza di
Spagna); vi sorsero inoltre uffici e banche e persino
dei ministeri; alcuni edifici furono rinnovati e abbelliti.
Ma fu soprattutto la creazione del nuovo quartiere dei
Prati di Castello, previsto fin dal piano regolatore
del 1873, a determinare una serie di trasformazioni,
come la demolizione del porto di Ripetta per poter costruire
il nuovo ponte di Cavour e, in conseguenza dell'aumento
della circolazione veicolare su via Tomacelli, l'allargamento
della strada ove la ricostruzione di Palazzo Boncompagni
- eretto nel 1902 in sostituzione di un altro edificio
allineato sul Corso - aveva determinato l'ampliamento
di largo Goldoni, che divenne più adatto a smistare
le accresciute correnti di traffico.
Se ne avvantaggiò Palazzo Ruspoli, il cui ingresso
principale venne a trovarsi sulla piazza. Furono inoltre
aperti il cinema Olimpia a via in Lucina, il cinema
Corso di Marcello Piacentini, ricavato dalla parziale
copertura del giardino di Palazzo Ruspoli - fu il primo
edificio costruito a tale scopo - e infine il cinema
Americano (l'odierno Metropolitan) presso piazza del
Popolo.
Le demolizioni per la creazione della nuova piazza Augusto
Imperatore si estesero poi a tutta la fronte su via
del Corso compresa tra via del Corso, fu tenuta arretrata
rispetto al preesistente tessuto costruttivo, determinando
una notevole alterazione delle originarie condizioni
visive.
La zona ha subito, nel corso degli ultimi decenni, altri
mutamenti che, pur non essendo legati a rinnovamenti
edilizi e a trasformazione urbanistiche, hanno nondimeno
inciso in modo significato sulle caratteristiche esteriori
del rione, ove, accanto alle modificazioni cui sono
stati sottoposti gli esercizi pubblici, l'apertura della
metropolitana con le fermate di piazza di Spagna e piazzale
Flaminio ha aumentato vertiginosamente il traffico pedonale,
soprattutto in alcuni periodi dell'anno. |

1551 - Leonardo Bufalini 
1557 - E. Du Perac 
1699 - A. Specchi 
1730 - ed. GB Falda 
1835 - Cipriani edifici 
Lanciani Forma Urbis |